50 MILIONI DI EUROPEI SONO COSTRETTI A SCEGLIERE SE MANGIARE O RISCALDARSI

 

Il miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici contribuisce a far uscire dalla povertà energetica fino a 3.2 milioni di nuclei familiari in Europa.

 

FACCIAMO CHIAREZZA

 

Per povertà energetica si intende la situazione nella quale una famiglia o un individuo non è in grado di pagare i servizi energetici primari necessari a garantire un tenore di vita dignitoso, a causa di una combinazione di basso reddito, di spesa per l’energia elevata e di bassa efficienza energetica nella propria abitazione.

Negli ultimi 20 anni in media l’8% delle famiglie si sono trovate in povertà energetica, questo è un dato allarmante ma rimane comunque sotto la media mondiale che è il 17%.

Consideriamo che questa condizione produce effetti diretti sulla salute di 54 milioni di europei.

Una fornitura adeguata di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione ed energia per alimentare i dispositivi elettrici rappresenta un servizio essenziale per garantire un tenore di vita dignitoso.

La Strategia Energetica Nazionale vuole stabilire una “misura ufficiale” della povertà energetica intesa come la difficoltà di acquistare un paniere minimo di beni e servizi.

Si ha bisogno di STRATEGIE MULTIDIMENSIONALI: non solo aiuti concreti per le difficoltà domestiche ma anche per sport, vita sociale e salute di famiglie mono reddito, anziani, giovani in attesa di occupazione e disoccupati.

 

LE BARRIERE

 

Qui sotto la tabella delle principali barriere per gli interventi di efficienza:

Alcuni Paesi hanno studiato e attuato delle strategie mirate, ma la maggior parte utilizza politiche sociali (sussidi diretti, tariffe ridotte e tolleranza alla morosità): sono politiche transitorie per un sollievo rapido ma non strutturali per risolvere il problema in maniera permanente.

In Italia, attualmente, esistono due strumenti: BONUS ELETTRICO E BONUS GAS (sconto in bolletta in base all’ ISEE) chiamati ECOBONUS che è stato recentemente modificato per essere usufruito da famiglie in condizione di povertà energetica.

Un altro strumento è la CESSIONE DEL CREDITO che per gli interventi agevolati oltre che per i fornitori è usufruibile anche per le banche, mentre per i soggetti diversi dai no tax l’area è limitata ai fornitori.

 

LE PROPOSTE RISOLUTIVE

 

Considerando che l’aumento dei tassi è dovuto ai prezzi elevati, ai redditi bassi e alle abitazioni male isolate, il Comitato Europeo delle Regioni ha affrontato il problema approvando all’unanimità una proposta che prevede investimenti mirati all’efficienza energetica: la revisione del mercato unico affinché sia in grado di offrire prezzi bassi e la definizione di obiettivi temporanei per porre fine alla povertà energetica.

Gli Stati membri concordano sul fatto che i prezzi dell’energia non possono essere lasciati all’autoregolamentazione ma devono essere calibrati in base agli utenti domestici.

Una soluzione molto interessante proposta dai leader locali è quella di assegnare una moratoria sull’interruzione o sulla sospensione della fornitura per chi non è stato in grado di pagarla.

La nuova direttiva, del 9 luglio 2019 è indubbiamente in parte risolutiva ma va implementata con obiettivi supplementari e investimenti per rinnovare il parco immobiliare europeo, altrimenti tutti gli sforzi saranno vani.

 

Per informazioni su ciascun Paese vi rimandiamo alla relazione “la povertà energetica nell’Unione Europea” elaborata dalla rete europea dell’energia (2019) 

 

NDR: Negli ultimi 12 anni i prezzi dell’elettricità per i consumatori domestici hanno registrato un aumento costante. Il costo medio per kwp/ora nell’ UE-28 è passato dagli 0.18€ del primo settembre 2017 agli 0.21€ del secondo semestre 2018. I più elevati sono Danimarca, Germania, Belgio, Irlanda e Spagna.

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