AUSTRALIA vs NATURA: Scontro fra titani.

 

 

L’Australia, uno dei Paesi nella top 20 dei più ricchi al mondo, sta bruciando incessantemente da 5 mesi  e non riesce a spegnersi. 

 

I NUMERI SONO SPAVENTOSI

 

  • 6 milioni di ettari in fiamme
  • 24 persone e 500 milioni di animali morti,
  • 1,8 miliardi di dollari in fumo nella sola Sidney.

 

 

QUALI SONO LE CAUSE?

 

E’ accertato che a scatenare una simile ondata di incendi nel continente australiano siano state le temperature record di questi ultimi mesi, lo scorso 19 dicembre la temperatura nazionale media ha toccato i 42 gradi centigradi, la siccità dura ormai da tre anni, per non parlare del vento che soffia a una velocità superiore di 100 chilometri orari.

Quando Greta Thumberg dice che la nostra casa è in fiamme non sbaglia di una virgola purtroppo e soprattutto nel caso australiano, è proprio così: gli eventi climatici stanno devastando il nostro pianeta. Essere ricchi e civilizzati serve a poco, quando la Terra mostra all’umanità il conto della sua inerzia.

 

LA MANO DELL’UOMO 

 

Nel frattempo, sono state arrestate 180 persone con l’accusa di aver appiccato deliberatamente degli incendi boschivi, quindi circa il 5% degli incendi che stanno devastando l’Australia. Secondo una ricerca del professor James Ogloff, non esiste un vero e proprio identikit per questi soggetti ma se analizziamo il loro profilo psicologico possiamo trovare un passato difficile e la maggior parte o superano i 60 anni di età o sono giovanissimi tra i 12 e i 25 anni.

 

Un altro macabro aspetto di questa vicenda è che il Paese è guidato da uno dei governi più attivi alla negazione della responsabilità dell’uomo nel cambiamento climatico. Scott Morrison, ha, tra l’altro, negato ogni sorta di legame tra gli incendi che stanno devastando il suo Paese e le politiche che lui ha promosso. Basti pensare che il CCPI (Climate Change Performance Index) del 2020 ha a loro assegnato il punteggio minimo nella valutazione della politica climatica.

 

LE CONSEGUENZE NEL BREVE TERMINE

 

Nella capitale Australiana, Canberra, l’aria è diventata irrespirabile, ha registrato la peggiore qualità dell’aria del mondo.  Poco serve il fatto di aver consegnato ai cittadini circa 100.000 maschere con filtri protettivi per la respirazione. 

La coltre di fumo tossico ieri ha raggiunto Melbourne, la più grande città del Victoria. La marina australiana è stata dispiegata per salvare centinaia di turisti bloccati da un incendio e costretti a rifugiarsi sulla spiaggia di Mallacoota.

Non solo Koala o canguri sono stati colpiti da questo massacro ma in questi giorni, su ordine del capo della comunità aborigena dell’Australia meridionale, verranno abbattuti per mano di cecchini dai 5 ai 10 mila cammelli, con la “speranza” di impedire agli animali di consumare l’acqua di queste regioni.

 

 

POSSIAMO PARLARE DI TERZA GUERRA MONDIALE?

 

L’Australia ha dichiarato guerra alla Terra, sperando vanamente che la guerra non gli tornasse in casa. Che è un po’ come essere convinti che il riscaldamento globale si possa tranquillamente gestire col telecomando dell’aria condizionata o con la carta di credito in mano. Che sia faccenda riguardante chi vive in ambienti estremi, o chi non può importare cibo da qualunque luogo del mondo, o banalmente i nipoti dei nostri nipoti.

 

Guardate ciò che sta succedendo, e poi provate a immaginare il giorno in cui i pezzi di ghiacciaio si staccheranno davvero, distruggendo le vostre case vacanze. O quando le valanghe saranno eventi tanto frequenti da rendere impraticabile lo sci alpino. O quando saranno le foreste delle Alpi e degli Appennini a bruciare ininterrottamente. O quando Venezia finirà una volta e per sempre sott’acqua. O quando la cappa di smog renderà inabitabile la Pianura Padana. Fate due conti: in Australia sta succedendo oggi. Quanto tempo può passare prima che tutto questo succeda da noi?

 

“Ecco perché è necessario un cambiamento radicale del nostro modello di sviluppo. Ecco perché la nostra economia incardinata sui combustibili fossili dovrebbe essere tumulata nel più breve tempo possibile, altro che plastic tax. Ecco perché non c’è alternativa, se abbiamo a cuore la sopravvivenza del genere umano sulla Terra. Perché saremo noi a soccombere, se non l’avete capito. Perché la Terra, ben prima di diventare un forno sferico come Marte o Venere, troverà il modo di cancellarci dalla sua superficie, per salvare se stessa e tutte le altre specie viventi. Perché boschi e foreste torneranno a crescere, i ghiacciai a espandersi, la fauna selvatica a ripopolare i propri habitat. E di noi – piccole creature che si sentono Dio, ma non riescono a spegnere un incendio – non rimarranno che le rovine delle nostre città, monumenti alla memoria della nostra ignoranza, della nostra inerzia, della nostra stupidità.”

 

 

CREDIT: www.fanpage.it / www.repubblica.it

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