Cos’è l’economa circolare? Tutti i vantaggi che può offrirci

 

Spesso ci interroghiamo sul modo di impattare meno sull’ambiente con i nostri comportamenti e arriviamo, magari, a una conclusione sbagliata, pensando di dover rivoluzionare la nostra vita e diventare estremamente frugali o poco più.
In realtà, il modo giusto per affrontare la questione della sostenibilità è quello di comprendere le conseguenze delle nostre azioni e di agire di conseguenza: ad esempio, dalla riflessione sul destino degli scarti di una lavorazione, dei costi sostenuti, degli sprechi generati è nato il concetto di economia circolare. Non dobbiamo pensare che occuparci dell’ambiente significa rinunciare al nostro stile di vita ma, anzi, che agendo con questo obiettivo in mente possiamo addirittura migliorare la nostra condizione.

 

Cos’è l’economia circolare? I principi cardine di riuso, riduzione e riciclo

 

Il concetto di economia circolare nasce in contrapposizione a quello di economia lineare a cui siamo stati abituati finora, cioè un modello che prevede l’uso delle materie prime per produrre qualcosa che, arrivato al fine vita previsto, viene gettato.
Al contrario, infatti, «l’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.» come evidenzia bene un articolo del Parlamento Europeo.

 

Come è facile capire, la prospettiva sul ciclo di vita dei prodotti è totalmente diverso: una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, nell’ambito di un’economia circolare i materiali di cui è composto vengono reintrodotti nel ciclo economico, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo, ma anche evitando di utilizzare nuova materia prima, limitando l’utilizzo delle risorse del nostro pianeta e risparmiando denaro per acquistarle.

 

Ci si è resi conto, infatti, che le materie prime non sono infinite e che, anzi, oggi c’è una forte competizione per accaparrarsi queste risorse, dovuta sia all’avanzamento tecnologico che alla continua crescita della popolazione mondiale.
La stessa consapevolezza è alla base del Green Deal europeo, un patto per il clima le cui fondamenta si basano proprio sull’introduzione dell’economia circolare: questa è infatti la formula migliore per raggiungere una crescita sostenibile, slegata dall’utilizzo di materie prime e a impatto zero per l’ambiente.

 

Quindi, quali sono i vantaggi dell’economia circolare?

 


I vantaggi che ci offre un sistema basato sull’economia circolare sono molteplici, a partire ovviamente dall’impatto sul clima: come spiega bene un dépliant del Ministero della Transizione Ecologica «le misure come la migliore progettazione ecocompatibile, la prevenzione e il riutilizzo dei rifiuti possono generare, in tutta l’UE, risparmi netti per le imprese fino a 604 miliardi di euro, ovvero l’8 % del fatturato annuo, riducendo al tempo stesso le emissioni totali annue di gas a effetto serra del 2-4 %».

 

Più in generale, cambiare modello economico porterebbe a:

  • Riduzione del peso delle attività umane sull’ambiente

  • Migliore approvvigionamento e suddivisione delle materie prime

  • Aumento della competitività delle aziende

  • Impulso all’innovazione, perché sarebbe necessario trovare nuove strade per limitare emissioni e contemporaneamente migliorare la propria posizione nel mercato

  • Creazione di nuovi mercati che rispondano ai cambiamenti dei modelli di consumo: dalla convenzionale proprietà ci si sposta pian piano verso l’utilizzo in abbonamento e la condivisione dei prodotti

  • Di conseguenza, tutto questo comporta uno stimolo alla crescita economica sostenibile

  • Incremento dell’occupazione, determinato anche dalla nascita di nuove tipologie di lavoro

  • Anche i consumatori potranno avere vantaggi, tra cui il fatto che i prodotti proposti saranno più durevoli e innovativi, progettati per migliorare la qualità della vita

     

    Per farci un’idea dell’imponenza del cambiamento, basta pensare che, secondo il MITE, attuare misure aggiuntive per aumentare la produttività delle risorse del 30 % entro il 2030 – come è tra gli obiettivi del Green Deal – potrebbe far salire il PIL quasi dell’1 % e creare oltre 2 milioni di posti di lavoro rispetto a uno scenario economico abituale.

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