IL COVID-19 NON FERMA IL DESIGN: gli aiuti dati dalle aziende

 

Il 30 gennaio 2020 l’Oms dichiara l’emergenza globale per il Covid-19. Da quel giorno i professionisti si sono messi in moto per ideare, progettare e sviluppare prodotti che possano andare in soccorso a medici, pazienti e popolazione.

Facciamo una breve descrizione di alcune delle realtà che al momento sono più attive che mai alla ricerca di soluzioni ai problemi che stiamo vivendo in questo periodo.

 

LA STAMPA 3D

 

LA MANIGLIA PER APRIRE LE PORTE SENZA MANI

 

Le maniglie sono tra gli oggetti di uso comune più contaminati germi e parassiti data l’alta frequenza di contatto con vari e numerosi soggetti in breve lasso di tempo. Ecco che ci si approccia all’apertura delle porte in qualche modo apparentemente protetti. Un intelligente contributo sul tema lo propone lo studio MATERIALIZE che ha progettato un apriporta a mani libere. Il team di sviluppo, ha ideato un supporto da ancorare rigidamente alla maniglia, capace di consentire l’appoggio dell’avambraccio tra lo stesso e la porta, ed aprire agevolmente la porta senza necessità di contatto con alcuna parte del corpo. Il valore aggiunto che lo studio di design ha intenzione di dare al prodotto è dato dal fatto che intendono condividere il modello digitale per la stampa 3D in modo che le aziende o i singoli individui, in ogni parte del mondo, possano stampare il proprio apriporta senza necessità di spostamenti e con estrema facilità.

 

EASYBREATH: UN NOME, UNA GARANZIA

La necessità aguzza l’ingegno, si sa, soprattutto quando il tempo a disposizione è esiguo e la posta in gioco è la più alta. Accade quindi che nel bresciano un primario in pensione unisca le forze con delle aziende per fronteggiare il nemico comune. Ma partiamo dal principio.

Il Dott. Renato Favero, ex primario dell’Ospedale di Gardone Valtrompia, è venuto a conoscenza di Isinnova tramite un medico dell’Ospedale di Chiari, struttura per la quale la stessa azienda stava realizzando, con stampa 3d, le valvole d’emergenza per respiratori. Il Dottor Favero ha condiviso la sua idea per la costruzione di una maschera respiratoria d’emergenza riadattando la maschera da snorkeling EASYBREATH di Decathlon. A questo punto Decathlon, ha messo a disposizione il modello 3d della mascherina che, analizzato dai progettisti, ha consentito di modellare il nuovo componente per il raccordo al respiratore, chiamato valvola Charlotte, prontamente stampato tramite stampa 3d e testato per verificarne l’efficacia.

Decathlon ha fornito in un primo momento il quantitativo di maschere per effettuare dei test e pochi giorni fa ne ha donate 10.000 al sistema sanitario. Anche se non dispongono della certificazione i respiratori d’emergenza si sono rivelati facili da indossare e efficaci. Recentemente la stessa azienda ha brevettato la valvola con procedura d’urgenza al fine di impedirne l’utilizzo improprio ed in forma speculativa. 

 

RESPIRATORI FFP3 RIUTILIZZABILI

AncheSkoda Auto ha voluto dare il suo contributo, in campo su diversi fronti per supportare organizzazioni e istituzioni nella lotta alla diffusione del virus Covid-19. In collaborazione con il CIIRC,la casa boema ha sviluppato un processo di stampa 3D per la produzione di respiratori FFP3 riutilizzabili.

Grazie al filtro sostituibile, questi respiratori possono essere riutilizzati più volte. Dopo lo sviluppo e la successiva certificazione, la produzione di questi dispositivi sta procedendo a pieno ritmo, con una produzione attuale di circa 60 respiratori al giorno.

 

 

L’INGEGNERIA ROBOTICA

 

IL ROBOT TUTTO FARE

Infermieri, medici e personale sanitario stanno affrontando in prima linea l’epidemia da Covid-19 un crescente interesse per la tecnologia potrebbe snellire il loro lavoro, risolvere la questione della mancanza di personale e ridurre il rischio di contagio.

La DILIGENCE ROBOTICS ha introdotto sul mercato un infermiere robotizzato progettato per ridurre il carico di lavori del personale medico.

Moxi (è questo il nome del robot) può gestire attività per la raccolta di materiale di consumo, la raccolta di biancheria sporca e la consegna del vitto.

Dotato di un braccio robotico e di una serie di ruote alla base, il moxi ha le dimensioni di un essere umano ma è progettato per sembrare un robot. La sua testa e i suoi occhi possono muoversi per segnalare l’intento, mentre i suoni gli permettono di comunicare con infermieri e dottori. Il personale medico può impostare regole e attività in modo che il robot riceva un comando quando alcune cose cambiano nella cartella del paziente sul pavimento di Moxi.

 

IL ROBOT CHE COADIUVA IL MEDICO

Dalla Cina arriva il robot creato apposta per trattare i pazienti colpiti da COVID-19. È stato ideato dal professor Zheng Gangtie e il suo team dell’Università di Tsinghua, il quale lavora al progetto da quando a Wuhan si è registrata l’impennata di contagi da coronavirus. Il robot può svolgere molti dei compiti standard necessari al trattamento e monitoraggio dei pazienti colpiti da COVID-19, tra cui ecografie, tamponi orali e auscultazione. Il tutto permettendo all’operatore di stare ben distante dai possibili veicoli di contagio.

L’obiettivo iniziale era di rendere il robot completamente autonomo, ma la maggior parte dei medici interpellati l’ha sconsigliato: l’occhio esperto del personale specializzato è ancora difficile da sostituire, e può fare una differenza enorme per il paziente. Così si è optato per il controllo remoto una soluzione ben collaudata e in uso sul campo già da tempo.

 

LA MODA

Non possiamo non citare il mondo della moda, per la quale il nostro Paese è stato, ed è tuttora, riconosciuto nel mondo come pioniere e faro indiscusso.

Armani ha convertito tutte la produzione della sua azienda per creare dei camici monouso a disposizione delle strutture ospedaliere, oltre a fare donazioni che ammontano a circa 2 milioni di euro.

Bulgari ha avviato la produzione di gel disinfettante per le mani, riconvertendo i laboratori destinati alla produzione delle sue fragranze.

Burberry sta utilizzando le sue fabbriche dello Yorkshire per la produzione di camici e mascherine: la società sta riorganizzando tutta la filiera per accelerare la consegna di oltre 100.000 mascherine non chirurgiche per i pazienti.

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