L’ACQUA: un problema “invisibile”

 

“Il pianeta ha sete perché ha fame.”   Jacques Diouf  (Direttore FAO) 

 


L’acqua è un bene dal valore inestimabile e purtroppo, avendone sempre a disposizione (o così noi crediamo), non ci rendiamo conto di quanto sia effimera.
C’è chi definisce la scarsità dell’acqua il problema del secolo, e purtroppo, non è un’interpretazione esagerata, ma la pura e vera realtà; il lento ed inesorabile prosciugarsi dei bacini idrografici e i milioni di persone che ogni giorno cercano (a volte invano) di coltivare i terreni in zone del mondo colpite da siccità sono tutti segnali che ci devono far capire che usare questa risorsa in maniera più produttiva.


L’agricoltura consuma più del 70% dell’acqua che viene utilizzata nel mondo, e  questa, già di per sè, spaventosa percentuale, sale fino a quasi il 95% nei paesi in via di sviluppo.

Considerando che solo per produrre un chilo di grano occorrono dai 1000 ai 2.000 litri d’acqua, possiamo affermare che dobbiamo trovare un modo alternativo al produrre la stessa quantità di cibo ma utilizzando meno acqua.
Non dimentichiamoci che le statistiche indicano che entro nel 2050 la popolazione mondiale arriverà a circa 9.7 miliardi di abitanti, contro i 7.7 miliardi odierni. E, nel caso ve lo state chiedendo la risposta è no, la quantità dell’acqua non è destinata a salire.


Se, nel nostro Paese, totalmente civilizzato, la “scarsità” dell’acqua comincia ad essere un problema, provate a pensare in paesi meno modernizzati di noi come può essere la situazione. 


La FAO si è messa a lavoro ed è a favore di progetti di irrigazione su piccola scala, impiegando tecnologie semplici, ma soprattutto a basso costo, predilette da piccoli contadini. Occorre però lanciare uno sguardo il futuro e lavorare a livello internazionale per sviluppare i bacini idrografici.
Alcuni Paesi già si sono orientati verso l’irrigazione su piccola scala, implementando ciò con la raccolta delle acque piovane.


Dobbiamo migliorare tutto ciò per salvare vite umane: ogni giorno quasi 4.000 bambini muoiono per malattie associate alla mancanza di acqua potabile o di servizi igienici degni di questo nome (2.6 miliari di persone, nel mondo, non dispongono di servizi).

 

L’ACQUA VIRTUALE


Se pensiamo che ogni cibo è composto di acqua possiamo parlare di esso definendolo “acqua virtuale”.

Il mercato internazionale di import/export è il mezzo più importante per spostare alimenti dai Paesi con abbondanti risorse idriche a quelli con scarsezza d’acqua.
Questo tipo di commercio non è benefico solo per il paese importatore ma soprattutto per la gestione mondiale dell’acqua. Pensiamo ai cereali, che sono l’alimento più esportato e innanzitutto possono essere prodotti con un minor impegno d’acqua in paesi con alte risorse idriche, in secondo luogo essendo prodotti in zone non irrigate a clima temperato non consumano acqua in maniera materiale ma solo l’umidità prodotta dal terreno.

 

 

L’ACQUA DEL MARE

 

Non è tutt’oro quel che luccica, purtroppo. Sicuramente la soluzione più facile per risolvere questo problema è desalinizzare l’acqua del mare, ma dobbiamo, allora, analizzarla bene perché i costi e i consumi per questa azione sono veramente elevati.

Nel nostro bel paese, il prelievo dell’acqua marina è dello 0.1% del prelievo totale, e l’impianto più grande d’Italia è quello di Cagliari, del gruppo Saras, che demineralizza 12.000 metri cubi di acqua al giorno.

Esistono due tipi di desalinazione: o si separa l’acqua dai Sali o viceversa. La prima consiste nel far evaporare l’acqua e poi si condensa recuperandola; la seconda si basa sul processo di osmosi inversa, cioè l’acqua viene filtrata attraverso membrane permeabili solo all’acqua e ad altri pochi elementi.

Tutto ciò, però, non ha solo vantaggi. Come abbiamo accennato prima il costo energetico è molto elevato, si basti pensare che le tecnologie esistenti richiedono circa 4 kWh per ogni metro cubo di acqua prodotta.

Il secondo, e più grande, svantaggio è sotto l’aspetto ambientale perché queste tecnologie non solo immettono un’enorme quantità di CO2 nell’atmosfera ma impattano, anche, sui, già fragili, equilibri marini.

Il principale residuo del processo di dissalazione per osmosi inversa è la cosiddetta “salamoia”: costituita principalmente da acqua ipersalina, viene smaltita a pochi metri dalla costa. Gli studi hanno evidenziato la tossicità dei rifiuti e il danno che gli scarichi provocano all’ecosistema marino.

 

COSA POSSIAMO FARE NOI?

 

Nel nostro piccolo non possiamo, sicuramente, risolvere radicalmente ed in maniera immediata questo problema, ma possiamo utilizzare dei piccoli “trucchetti” per risparmiare acqua nel nostro quotidiano.

USA IL FRANGIGETTO NEI RUBINETTI: aprire e chiudere il rubinetto è un’azione che facciamo senza nemmeno pensarci, e nessuno di noi può dire quante volte compie questa azione nell’arco della giornata. Alcune ricerche ci dicono che applicando questo piccolo strumento una famiglia di 3 persone riesce a risparmiare circa 6.000 litri d’acqua l’anno.


CHIUDERE IL RUBINETTO QUANDO LAVIAMO I DENTI O DURANTE LA RASATURA: La maggior parte di noi, mentre si lava i denti o si rade lascia l’acqua aperta durante questa azione. Se chiudessimo il rubinetto quando non abbiamo bisogno del getto dell’acqua possiamo risparmiare circa 2.500 litri d’acqua l’anno.


RIPARARE IL RUBINETTO CHE GOCCIA: Quella che ci sembra solo una goccia che cade ogni X minuti dal nostro rubinetto in realtà è molto di più. Si stima che per riparare il rubinetto (che è un’azione molto veloce) ci permette anche di risparmiare circa 20.000 litri l’acqua l’anno.


RIPARARE IL WATER CHE PERDE: Con questa azione evitiamo il lento ma costante fluire dell’acqua; risparmiando circa 52.000 litri d’acqua in un anno.


CONTROLLARE LA CASSETTA DI SCARICO: Le normali cassette di scarico hanno una capacità di circa 12 litri e ogni volta che lo scarico viene azionato vengono rilasciati tutti insieme. Sarebbe opportuno istallare dei sistemi che erogano la quantità dell’acqua strettamente necessaria. Questo ci permette di risparmiare il 50% dell’acqua (circa 26.000 litri annui).


PREDILIGI LA DOCCIA AL BAGNO: Per farsi una doccia ci vogliono circa 20 litri d’acqua, per farsi un bagno 150. Non dobbiamo aggiungere altro, vero?


LAVA LE VERDURE LASCIANDOLE A MOLLO: Evitando di lavare le verdure sotto il getto di acqua, ma lasciandole a mollo in una vaschetta per un certo periodo di tempo una famiglia riesce a risparmiare circa 4.500 litri d’acqua.


UTILIZZA LAVATRICE E LAVASTOVIGLIE A PIENO CARICO: Effettuando lavaggi a pieno carico riusciamo a risparmiare una notevole quantità d’acqua. Le stime ci dicono circa 8.500 litri l’anno.


LAVA L’AUTOMOBILE USANDO IL SECCHIO: Il lavaggio dell’auto, è stato stimato, dura circa 30 minuti, se pensiamo di avere per questo lasso di tempo l’acqua sempre aperta è un’enorme spreco di acqua. Se si utilizza un secchio riusciamo a risparmiare fino a 150 litri a lavaggio.


UTILIZZA L’ACQUA GIA’ FRUITA PER INNAFFIARE: Se per annaffiare l’orto o le piante utilizziamo l’acqua in cui abbiamo lavato le verdure possiamo risparmiare circa 6.000 litri d’acqua potabile in un anno.

Questi piccoli trucchi, di facile uso, non solo ti concedono di lasciare la tua impronta “green” nel mondo, aiutando così il problema della scarsità dell’acqua ma, ti permettono anche di avere un risparmio notevole sulla bolletta.

 

Qui sotto una tabella creata da noi per evidenziare la differenza tra uno stile di vita con un alto consumo idrico e un basso consumo idrico.

 

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