Lo smart working può essere una scelta sostenibile per il futuro

 

Lavorare dalla propria città, evitare gli spostamenti quotidiani e risparmiare tempo, soldi e stress: lo smart working sembra proprio il futuro del mondo del lavoro, pieno di opportunità per noi e il pianeta. Certamente bisogna definire i contorni di questo lavoro agile: lo smart working per come lo abbiamo sperimentato durante la pandemia o ancora in questi mesi di adattamento non è certo un modo sostenibile di lavorare, anche se ha contribuito a ridare fiato all’ambiente in cui viviamo.

 

Smart working dopo il covid: è un’opportunità? e per chi?

 

Le discussioni sullo smart working in questo periodo si concentrano molto sul rientro o meno dei lavoratori in ufficio, adducendo magari argomenti quali produttività e controllo, dimenticando come lo smart working, inteso come lavoro agile vero e proprio, dovrebbe essere un’opportunità sia per l’azienda che per il lavoratore. Insomma, se lo si intende come occasione per fare meno e approfittarne, significa soltanto che la nostra cultura aziendale non è pronta a questa piccola rivoluzione.

È importante, infatti, non identificare lo smart working con il lavoro da casa – che è più corretto definire telelavoro – ma comprendere come il lavoro agile dia la possibilità di lavorare non più secondo una quantità di ore prestabilite, ma puntando a raggiungere certi obiettivi. Se si portano i risultati richiesti non importerà quanto, quando e dove si ha lavorato, consentendo così al lavoratore di gestire in maniera flessibile i propri impegni, partendo dalle banali faccende quotidiane (andare in banca, prendere i figli a scuola…) fino a organizzare la propria vita come più piace (magari in estate lavorare nelle ore più fresche, anche fino a tardi, e passare le ore calde in piscina).

 

 

 

Smart working e sostenibilità: per l’ambiente, ma anche per i lavoratori

Ore recuperate e molto meno stress sul posto di lavoro: questi i benefici principali che la maggior parte di noi ha sperimentato durante lo smart working in pandemia. Ma, come ormai sappiamo bene, uno degli aspetti che abbiamo sempre sottovalutato ed è invece emerso con prepotenza, è la riduzione dell’inquinamento. Specialmente durante il lockdown, siamo stati testimoni di quanto in fretta la natura si riprende i propri spazi appena ci facciamo da parte: certamente avevamo intuito che stando tutti forzatamente in casa si sarebbero ridotte le emissioni sia da traffico che da produzione industriale, ma i dati raccolti sono sorprendenti, e inducono una riflessione.

 

Leggendo l’indagine ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – pubblicato a fine aprile 2020, abbiamo contezza della riduzione dell’inquinamento. Lo studio ha coinvolto 29 pubbliche amministrazioni e 5.500 lavoratori e ha analizzato i cambiamenti indotti dallo smart working sia a livello ambientale che rispetto la vita dei lavoratori: i risultati sono sicuramente incoraggianti

  • –  grazie allo smart working la mobilità quotidiana dei dipendenti si è ridotta di circa un’ora e mezza in media a persona

  • –  questo si traduce in un totale di 46 milioni di chilometri evitati, consentendo un risparmio di 4 milioni di euro per il mancato acquisto di carburante

  • –  in termini di emissioni, ancora, il taglio è davvero consistente: queste 5mila persone hanno evitato l’inquinamento per 8000 tonnellate di CO2, 1,75 tonnellate di PM10 e 17,9 tonnellate di ossidi di azoto

  • –  in più i dipendenti hanno visto migliorare la qualità del lavoro, sfruttando la possibilità di conciliare lavoro e famiglia e, non ultimo, potendo agire per la sostenibilità ambientale urbana.

È molto interessante notare come lo studio sottolinei che, grazie a questi dati, si può davvero pensare di incidere sui livelli di inquinamento in maniera significativa: secondo l’ENEA esistono i presupposti perché, grazie a modifiche di comportamento stabili e su larga scala, sia possibile impostare con successo policy urbane integrate, aprendo a una maggiore flessibilità nella scelta di luoghi e dei tempi di lavoro.

Insomma, agire per la sostenibilità ambientale non è un impegno fatto di soli sacrifici, ma porta con se moltissimi vantaggi anche per una gestione migliore della vita lavorativa di ciascuno di noi.

 


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