NON GETTARLI A TERRA!

Mascherine e guanti come se piovesse. Se c’era bisogno di un altro aspetto negativo che l’emergenza del coronavirus si trascina con sé, quello è l’ammasso di rifiuti generati da guanti e mascherine.

Oggi vi spieghiamo come questi oggetti vadano smaltiti una volta usati.

In questi giorni abbiamo visto migliaia di mascherine e guanti gettati per terra all’ esterno dei supermercati o semplicemente per strada. Ormai fanno parte dell’arredo urbano e il mare già comincia a soffrirne.

Come e dove gettare i guanti?

Dipende dal tipo di guanti.

  • I guanti in lattice:sono un prodotto biodegradabile che garantisce un alto livello di sensibilità, elasticità e impermeabilità. Simile alla plastica ma naturale. Alla fine del loro utilizzo, quindi, i guanti in lattice devono essere smaltiti nella indifferenziata.
  • I guanti in nitrile:non è possibile smaltirli con un processo di riciclaggio specifico, per cui anch’essi vanno nel cestino della indifferenziata. Il nitrile è prodotto a partire da un composto organico e, data la sua natura, non può essere destinato al riciclo e quindi a una parziale o totale riutilizzazione.
  • I guanti in vinile:hanno altra sorte visto che sono in polivinilcloruro (PVC), che va dritto nella raccolta differenziata della plastica.

Come e dove gettare le mascherine?

La mascherina, insieme alle altre misure di protezione, deve essere utilizzata esclusivamente in contesti in cui c’è un’elevata circolazione del virus (fa poca differenza, cioè, indossare una mascherina quando si cammina all’aperto e si è da soli). Ma sapere ciò non è bastato a ridurre i rifiuti generati dall’uso indiscriminato delle mascherine stesse.

Ipiù utilizzano le semplici mascherine utilizzate in alcuni settori a scopo igienico, come nell’industria alimentare o nella ristorazione. Non servono a proteggere le vie respiratorie, al più ad evitare che si lancino involontariamente goccioline di saliva (o una buona parte).

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi di protezione individuale pensati per ridurre i rischi di infezione tra i sanitari. Sono utili perché proteggono da schizzi e secrezioni grossolane, ma non è detto proteggano dall’aerosol infetto di una persona contagiata. Devono poi essere sostituite dopo qualche ora.

Infine, ci sono le maschere dotate di filtri, l’unico dispositivo in grado di dare una protezione più o meno adeguata anche dai virus. L’efficacia filtrante viene indicata con sigle FF da P1 a P3. Le FFP2 e P3, che hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 92% e del 98%. Ma, anche in questo caso, dopo qualche ora il filtro si esaurisce e devono essere sostituite anch’esse.

In tutti i casi, e tranne nel caso in cui si abbiano delle mascherine lavabili, questi prodotti devono essere gettati via ogni volta dopo l’uso nella raccolta dei rifiuti indifferenziati.

Ricordatevi sempre che un piccolo gesto può fare tanto.

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