Perché usare carta riciclata?

Secondo una recente ricerca per produrre un chilo di carta comune sono necessari 0,7 kg di cellulosa. Da un pino di diametro medio e alto 15 metri si ricava un metro cubo di legno, che secondo i calcoli si traduce in 159 risme di carta, ossia 79.500 fogli.

Secondo le ultime stime gli italiani hanno un consumo di carta tra i più alti del mondo: circa 200 kilogrammi, cioè circa 80 risme di A4. Ciò significa che una famiglia di 4 persone “consuma” 2 alberi ogni anno.

 

PAROLA D’ORDINE RICICLARE

 

La carta che si utilizza comunemente nelle stampanti, una volta riciclata, ha una resa che varia tra l’80 e il 90%. Ciò significa che 100 fogli di carta nuova, opportunamente trattata, consente di ottenere 80-90 fogli di carta riciclata. Tradotto in alberi, ciò significa che 200-220 risme di carta riciclata equivalgono al salvataggio di una pianta.

Gli impieghi fondamentali, civili e industriali, della carta, sono prodotti di uso universale, con indici crescenti di produzione e di domanda, il cui utilizzo ha una forte e diffusa produzione di rifiuti.

 

 

 

PRODUZIONE

Come tutti i rifiuti, la carta pone problemi di smaltimento. La carta è, però, un materiale riciclabile, poiché la cellulosa che contiene può essere sottoposta a ripetuti cicli di lavorazione e la carta recuperata può essere trattata e riutilizzata come materia seconda per la produzione di nuova carta.

Partendo dalla fibra del rifiuto cartaceo, circa il 95% viene trasformato in nuova carta. Rispetto ad altre produzioni, quindi, il macero comporta grandi risparmi energetici, idrici e di legname.

Infine, la carta riciclata che non ha più la consistenza sufficiente per produrre altra carta può essere utilizzata come combustibile per produrre energia.

La trasformazione della carta da macero in materia prima avviene in varie fasi:

  • Raccolta e stoccaggio;
  • Selezionamento, per separare la fibra utilizzabile con le diverse tipologie di carta da macero. Il valore tecnico ed economico del materiale aumenta quanto più definita è la selezione per tipologia e qualità: in primis un processo di selezione meccanico e poi un controllo più accurato a mano;
  • Pressatura e legatura in balle;
  • Dopo lo Sminuzzamento e lo sbiancamento, viene ridotta in poltiglia aggiungendo acqua calda per poi essere affinata e spogliata dalle impurità
  • Aggiunta di cellulosa vergine, in proporzioni diverse a seconda dell’utilizzo futuro.

A questo punto del ciclo, la cellulosa contenuta nella carta-rifiuto è ritornata ad essere una materia prima pronta a rientrare nel ciclo di produzione.

La macchina cosiddetta “continua” provvede infine a stendere, disidratare, pressare l’impasto, con il passaggio attraverso vari rulli, fino all’avvolgimento finale in bobine, da inviare alle cartotecniche, dove la carta viene trasformata ulteriormente per ottenere i nuovi imballaggi e prodotti finiti.

 

 

 

 

APPLICAZIONI

Il riciclaggio della carta comprende varie tipologie di prodotti, che vanno dai giornali e riviste, libri, quaderni e opuscoli, ai sacchetti, imballaggi in cartone, alle scatole per alimenti, per detersivi o scarpe, fino alle fascette di carta dei vasetti di yogurt e bevande.

Anche la carta di qualità elevata può essere prodotta con carta riciclata.

 

I BENEFICI E I COSTI DEL RICICLAGGIO

Dal punto di vista economico, il riciclaggio è meno costoso dell’incenerimento.Infatti, il costo dell’incenerimento di una tonnellata di rifiuti varia, a valle dei costi di raccolta e secondo l’impianto, tra 96 e 192 euro a tonnellata, mentre il trattamento della carta straccia costa tra 64 e 96 euro a tonnellata. È ovvio che la carta riciclata non produce un pari peso di carta “nuova” e che il procedimento ha i propri costi – economici, energetici e di inquinamento.

Inoltre il riciclo è essenziale anche dal punto di vista ambientale. Infatti la deforestazione, specialmente delle foreste primarie, è stata riconosciuta al COP 21 tra le principali cause del riscaldamento globale. Spesso nelle fasce tropicali al taglio a raso segue il drenaggio e l’incendio delle torbiere. Malgrado sia una pratica vietata, la torba contenuta nel suolo viene regolarmente bruciata, per consentire la conversione di questi terreni in piantagioni industriali solitamente per la produzione di olio di palma e polpa di cellulosa. Le foreste torbiere indonesiane contengono una quantità di carbonio che supera di un terzo quella contenuta nell’atmosfera a livello globale, motivo per cui è fondamentale salvaguardarle.

 

 

 

Oltre a combattere il cambiamento climatico la carta riciclata consente di far diminuire il disboscamento, prevenire l’erosione del suolo, preservare i bacini idrici e proteggere la biodiversità. Dal punto di vista umanitario la carta riciclata consente di preservare foreste che ospitano e sostengono centinaia di milioni di indigeni. Si stima che 1,6 miliardi di persone siano fortemente dipendenti dalle foreste. Il riciclaggio della carta permette dunque di preservare innumerevoli culture.

Il costo della materia prima riciclata è notevolmente più basso di quello della pasta di legno, i relativi scarti possono essere utilizzati come combustibile cogeneratore del vapore necessario al processo di fabbricazione, e la produzione è meno inquinante.

Il riciclaggio riduce la quantità di rifiuti da trattare, i relativi costi di stoccaggio, lo spreco di spazio da destinare allo stoccaggio medesimo, l’inquinamento da incenerimento, e ovviamente il consumo di alberi vivi (anche se gli alberi impiegati per la produzione della carta provengono da vivai a coltivazione programmata dove vengono periodicamente tagliati e ripiantati).

 

 

IN CONCLUSIONE 

Per produrre una tonnellata di carta riciclata anche se non viene abbattuto nessun albero vengono utilizzati 2 700 kWh di energia elettrica e 1 800 litri d’acqua risparmiando 4 100 kWh di energia elettrica, 26 metri cubi d’acqua e l’emissione di 27 kili di CO2.

In conclusione riciclare la carta in modo corretto fa di noi dei cittadini “green”, non solo perché permette di combattere la deforestazione ma sostiene anche la diminuzione di energia elettrica, lo spreco dell’acqua e le pericolosissime emissioni di CO2.

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