Plastic Free July: impariamo a vivere senza plastica

 


Ormai ci siamo: da luglio è entrata in vigore la tanto attesa “direttiva antiplastica” dell’Unione Europea, e siamo pronti a dire addio agli oggetti in plastica monouso. Il mese di luglio, però, è anche protagonista della campagna Plastic Free July: tutto il mondo si unisce nel tentativo di ridurre i propri consumi di plastica, sostituendo gli oggetti che magari non sono proprio usa-e-getta ma di poca durata e finiscono per essere ugualmente inquinanti.
Insomma, è proprio arrivato il momento per sostituire la plastica in casa con oggetti di altri materiali che, oltre a far bene all’ambiente, consentono anche di risparmiare.

 

La campagna Plastic Free July per imparare a vivere senza plastica

 


Probabilmente avrai già sentito parlare della campagna Plastic Free July: è opera della Plastic Free Foundation, nata in Australia nel 2011 proprio con l’intento di diffondere il proprio manifesto per una vita senza la plastica; diventata famosissima nel corso degli anni, raccoglie oggi centinaia di milioni di partecipanti in tutto il mondo.
Come l’associazione stessa racconta nel Report 2020, infatti, hanno stimato la partecipazione di 326 milioni di persone in tutto il mondo alla Plastic Free Challenge 2020, raggiungendo importanti risultati quali ridurre del 5% gli sprechi domestici, corrispondenti a circa 21kg di plastica per persona, contribuendo a risparmiare ben 940 milioni di kg di rifiuti di plastica.

La Plastic Free July challenge è una sfida da vivere tutta seguendo la newsletter dell’associazione, cercando di applicare i loro consigli per ridurre il proprio utilizzo della plastica, ma volendo anche proponendo la propria storia e i trucchi che quotidianamente si utilizzano per sostituire la plastica con altri mezzi: tutto è valido, dal semplice preferire recipienti di vetro con coperchio per conservare gli avanzi in frigo fino all’utilizzo di alternative durevoli agli oggetti di uso comune, come spazzolini in bamboo oppure i fogli in cera d’api.

Naturalmente, il senso non è quello di prendersi impegni impossibili durante il mese di luglio e poi di tornare alle vecchie cattive abitudini: il fine ultimo di questa campagna è quello di influire sulle scelte che ognuno di noi fa ogni giorno, arrivando insieme a tagliare il traguardo del 2030 raggiungendo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU – o quasi.

 

Cos’è la direttiva antiplastica dell’UE e cosa comporta

 

E a proposito di questi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dell’agenda 2030, cosa fanno l’Europa e l’Italia? Proprio il tema della plastica, come dicevamo, è al centro di una piccola rivoluzione: entro il 3 luglio 2021 i Paesi della UE hanno dovuto attuare la “direttiva antiplastica SUP” (Single Use Plastic), cioè il nome con cui tutti conoscono la direttiva 904/2019 del Parlamento Europeo, che prevede il divieto di utilizzo dei prodotti in plastica monouso, quali piatti e le posate usa e getta di plastica, i bastoncini cotonati fatti di plastica, le palette per le tazzine di caffè, i contenitori in polistirolo. Questa tipologia di prodotti, infatti, rappresenta il 40% della produzione nonché il 61% di tutti i rifiuti di plastica in Europa.

L’Italia ha recepito la direttiva già ad aprile con un’ampia maggioranza in Senato, anche perché è leader nel settore delle bioplastiche, fatto che ci porterà un innegabile vantaggio dato che gli unici polimeri ammessi dalla normativa sono proprio quelli di origine organica, non trattati chimicamente. Tuttavia, proprio questi prodotti sono al centro del dibattito su come è stata recepita in Italia la direttiva: l’articolo 22 della legge 53/2021, allargando le maglie della direttiva, consente di fatto la sostituzione dei prodotti monouso di plastica con quelli compostabili, fatto che non è del tutto in sintonia con lo spirito della direttiva europea, che vorrebbe stimolare un’economia circolare e non il continuo sfruttamento di risorse naturali, pure biodegradabili.

Ancora una volta, l’azione di noi singoli cittadini può diventare la chiave di volta per una vera transizione verso l’economia circolare e il maggior rispetto dell’ambiente: la Plastic Free July Challenge può essere un ottimo modo per cominciare.

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